Perchè non bisogna pubblicare a pagamento

Entrare in una libreria e trovare su uno scaffale il proprio libro messo in bella mostra è un sogno che tutti noi esordienti abbiamo. Tutti sanno che per far avverare un sogno servono costanza, impegno, una buona dose di fortuna…e qualche consiglio.

Molto tempo fa, quando ero solo una ragazzina, provai a far pubblicare un mio racconto. Naturalmente l’editore mi chiese un contributo esorbitante: io all’epoca ignoravo che al mondo potessero esistere anche case editrici che pubblicavano gratis, e così a causa della disinformazione e al fatto che avevo solo sedici anni, rinunciai.

Quello che mi preme dire è che a volte siamo noi stessi a porre dei limiti alle nostre aspirazioni. Certo, sarebbe bello veder pubblicato il proprio libro nel giro di pochi mesi, così ci rivolgiamo all’editoria a pagamento senza porci tanti problemi. Poi va a finire che le nostre 500 copie ammuffiscono dentro qualche magazzino, ignorate e impolverate.

Personalmente considero questa scelta un atteggiamento da vigliacchi. Una persona che decide di pagare per veder pubblicato il proprio libro (parlo di cifre esorbitanti), non andrà mai molto lontano. Innanzi tutto si tratta di uno scrittore che non crede nella propria opera, perché se ci credesse davvero, si rivolgerebbe prima agli editori free. È uno scrittore che non vuole rischiare, che ha paura di investire su se stesso, e che erroneamente crede che quella sia l’unica via per diventare ricchi e famosi nel giro di un paio di mesi. (!!!)

Il fatto è che nessuno vuole fare la gavetta, si vuole tutto e subito. A questo proposito vi cito l’esempio di J.K. Rowling, la mamma di Harry Potter. In Inghilterra, la Rowling propose il suo primo libro a una piccola casa editrice free, e con molta umiltà aspettò pazientemente. Se non avesse iniziato dal basso, adesso non sarebbe quella che è. Questo per farvi capire che se un libro vale, anche una piccola casa editrice free può fare miracoli.

Non mi sento di condannare case editrici che chiedono un piccolo contributo di spese perché posso capire che investire su un perfetto sconosciuto non debba essere facile. Quello che non approvo è l’ipocrisia di alcuni editori che spediscono il contratto senza aver neppure letto il romanzo, chiedendo (a prescindere che il romanzo sia bello o brutto) la somma di 2000 o 3000 euro!

Se uno scrittore pubblica a pagamento, non saprà mai se la sua opera vale! Se il problema è togliersi lo sfizio di veder pubblicato il proprio libro, tanto vale andare in copisteria e farsi stampare le copie da vendere, in modo da risparmiare parecchi soldini!

Rifiutate questa mentalità tipicamente italiana. Credete in voi stessi, credete nella vostra opera e dimostrate di essere veri scrittori.

 

 

 

Perchè non bisogna pubblicare a pagamentoultima modifica: 2010-11-16T12:31:00+01:00da connie-furnari
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